Lucilla Morlacchi “Lo schifo” Omicidio non casuale di Ilaria Alpi nella nostra ventunesima regione


Lo premetto: non ho mai scritto una recensione e ammiro chi lo fa abitualmente dando una scorrevolezza alle proprie impressioni e, conseguentemente, alla  penna che ogni volta mi lascia affascinata.

Quello che ho visto però stasera merita che le impressioni ricevute siano messe nero su bianco, urgentemente, affinchè quel senso di inchiodamento alla poltrona che mi ha impedito di alzarmi per 10 minuti dopo la fine dello spettacolo, non possa svanire durante la notte.

Perdonatemi quindi se ciò che scriverò non sarà stilisticamente corretto: non vuole esserlo né ne ha la presunzione. Ma mentre la coscienza critica nei confronti delle cose mediocri, a volte, si può acquietare, nei confronti di uno spettacolo – se così si può definire perchè non credo possa essere calzante come definizione – deve essere espressa, come forma di ringraziamento a chi si è impegnato a idearlo, costruirlo, allestirlo e portarlo in scena.

Una bellissima produzione del Centro di Drammaturgia “Il Teatro delle donne” e “Teatrometastasio” stasera sul palco del Metastasio di Prato ha avuto la sua prima nazionale…ed il suo bel, meritato successo.

Bellissimo il testo scritto e diretto da Stefano Massini,  sapientemente e implacabilmente interpretato da Lucilla Morlacchi che è riuscita, attraverso la sua asciuttezza ed essenzialità, a rendere giustizia e a riportare all’attenzione di tutti coloro che, spero, coglieranno l’occasione di andarlo a vedere prossimamente,   un “omicidio non casuale” talmente sotterrato nella nostra memoria che molti di noi in sala sono trasaliti ricordando, alla fine dello spettacolo, che la data della morte di Ilaria Alpi risaliva al 20 marzo del 1994.

L’obiettivo dell’autore di non fare de “Lo schifo” un atto di denuncia fine a se stessa bensì di creare un momento d’incontro fra l’urgenza squassante della cronaca e la metafora della concessione poetica è stato  splendidamente raggiunto dalla recitazione non solo della Morlacchi ma anche di Luisa Cattaneo e reso ancora più penetrante dalle musiche suggestive, dall’uso ben dosato e mai eccessivo delle luci e da tutto l’allestimento scenico.

60 minuti, 60 intensi minuti per ripercorrere quelli che l’autore Stefano Massini ha definito “gli ultimi giorni a Mogadiscio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin ed il progressivo svelamento di una verità che alla fine diverrà abbagliante. Letale.”

Grazie.

Lo schifo resterà in scena al Metastasio fino a domenica 22 gennaio e, credo, valga veramente la pena di raccogliere questa testimonianza

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