Anna Maria Castelli in “Sous le ciel de Paris – Omaggio a Edith Piaf”


 

 

Giovedi 7 maggio, ore 21.00

2015_locandina Donne In-Canto

 

Sous le ciel de Paris – Omaggio a Edith Piaf

Anna Maria Castelli, Adriàn Fioramonti, Christian Riganelli

All’interno della Rassegna “Donne In-Canto” al  Centro Giovanile Don Bosco (Fraz.Ravello) a Parabiago, il fantastico mondo della grande icona francese, Edith Giovanna Gassion, alias Piaf evocato attraverso un repertorio ormai patrimonio della memoria collettiva di tutti noi come Milord, Padam Padam, Non, je ne regrette rien, per citarne alcuni, arrangiati per la voce di Anna Maria Castelli. Al suo fianco il chitarrista Adriàn Fioramonti ed il fisarmonicista Christian Riganelli

 

Venerdi 8 maggio, ore 21.00

SAN BARNABA   X GIORNATE LUIS BACALOV ANNA MARIA CASTELLI

La meravigliosa avventura del tango

Anna Maria Castelli, Luis Bacalov

All’interno della rassegna “Note di Franciacorta”, nella Sala Guido Berlucchi a Borgonato di Corte Franca, i due artisti celebrano il loro decimo anno di collaborazione ad un progetto che riesce ancora oggi a rivisitare con grande freschezza il tango, da Gardel a Piazzolla, da Discepolo a Manzi senza dimenticare certo le grandi composizioni originali e le originali trascrizioni del Premio Oscar Luis Bacalov

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Anna Maria Castelli: Il mio sodalizio artistico con Luis Bacalov


bacast-troina

 

Spesso in questi anni ho postato i miei concerti al fianco del Premio Oscar, Luis Bacalov con “La meravigliosa avventura del tango”. Dopo le notizie corse sui giornali e alla TV riguardanti la penosa questione circa il presunto plagio della colonna sonora dell’ultimo film con Massimo Troisi, Il Postino, e della conseguente diatriba nata tra Bacalov e Sergio Endrigo, molti mi hanno contattata per parlarne. Mi sembra giusto farlo qui, sul mio blog,  sia perchè trovo molto brutto l’uso che si sta facendo di una questione che, a mio avviso, vista la lunga amicizia e collaborazione che hanno preceduto la querelle legale fra Bacalov e Sergio Endrigo, avrebbe dovuto fin da subito restare fra loro sia perchè, per chi non lo sapesse, il riconoscimento da parte di Bacalov agli eredi di Sergio Endrigo a chiusura della lunga e controversa causa, ammonta a 1/6 di soli 4 dei brani che compongono l’intera colonna sonora. Se questo può considerarsi un “oscar postumo”…

Un’altra aggiunta, sempre per dovere di informazione.  Vorrei far notare a chi, con acredine, ha commentato il presunto plagio di Bacalov considerando”Il Postino”  identico a “Nelle mie notti” che non ci vogliono orecchie esperte per scoprire che le battute incriminate sono 4 e che la melodia non è la stessa. Allora cosa dire dei plagi Zucchero/Jo Coker, Emma/Isles &Glaciers solo per citarne alcuni?

Ma questo è il mondo dello spettacolo e….the show must go on!

 

I MIEI DIECI ANNI DI SODALIZIO ARTISTICO CON LUIS BACALOV

Le mezze verità nuocciono, sempre, comunque, dovunque, nella vita di tutti i giorni, nelle relazioni amorose, nelle relazioni artistiche.

Accusare  “tout court” Luis Bacalov di “plagio” della colonna sonora dell’ultimo film con Massimo Troisi, Il Postino, senza tenere conto di tutto il contesto in cui essa è nata, è una mezza verità.

Più volte, durante i nostri concerti, abbiamo parlato dell’argomento, con l’amarezza di chi, da dentro, sa che portare in tribunale vent’anni di vita, di collaborazione artistica, di amicizia, di condivisione di un elemento che,  come la musica, riesce ad accomunare popoli completamente diversi fra loro, non rende un buon servizio a niente e a nessuno.

Nel nostro recital, in questo caso dedicato al tango, Luis esegue nella prima parte frammenti del suo percorso musicale, rielaborazioni di grandi autori come Astor Piazzolla ma anche di altri brani tratti dalle sue inconfondibili musiche da film, come quella de Il Postino ma anche dell’ancor più bella, a mio modesto avviso, di Assassination Tango di e con Robert Duvall. E’ impossibile non ritrovare dentro citazioni e rimandi, come ogni buon musicista ispirato da ciò che musicalmente lo ha attraversato ha il dovere di fare.

Ma Luis Bacalov non è solo il Premio Oscar per la colonna sonora del film incriminato: quella, semmai, è stata una delle tante tappe della sua ormai lunga ed intensa carriera. E’ stato ed è molto, molto di più.

Altrimenti non si spiegherebbe come mai il colosso che ha avuto l’ardire e la sfrontatezza di comporre insieme ai New Trolls, lo storico “Concerto grosso” ha segnato un’epoca e ancora oggi, a distanza di anni è nella memoria di tutti noi.

O della sicuramente meno conosciuta ma non per questo meno titanica “Misa tango”, un’opera religiosa e allo stesso tempo laica, a dir poco straordinaria con orchestra sinfonica e coro.

E cosa dire ancora quando in anni non sospetti ha arrangiato i brani più belli della canzone italiana per interpreti del calibro di Rita Pavone, Gianni Morandi e….la lista potrebbe essere lunga?

E le musiche degli Spaghetti western da lui composti e ripresi da Tarantino nel suo recente film “Django Unchained”

Qui non stiamo parlando di un compositore che,  poco dotato di fantasia e creatività, ha composto una colonna sonora cercando di rubare qualcosa a qualcun altro, diventando famoso solo perchè ha ricevuto una statuetta (che, per sua stessa ammissione durante numerose interviste rilasciate nel tempo, ha immediatamente regalato alla sua ultima figlia come giocattolo) bensì di un compositore, arrangiatore, esecutore che ha assunto dentro di sé ogni singola nota di ogni singolo brano di ogni singolo arrangiamento da lui affrontato ed essendo noi stessi la summa di tutto ciò che abbiamo vissuto mi resta difficile estrapolare quattro misure e tacciare un artista, a cui debbo tutto il mio rispetto, di plagio.

Benvenga l’intelligenza quindi di un Bruce Springsteen o di un Jo Cocker che di fronte ad un presunto plagio capiscono invece l’importanza di essere stati fonte di ispirazione.

Ma, ancora una volta, quando la fame di successo e di denari diventa eccessiva, l’intelligenza soccombe.

E qui concludo: Luis Bacalov non ha certo bisogno di essere difeso da me e questo mio post vuole soltanto essere una testimonianza di affetto e rispetto per un uomo che ha scritto pagine importanti e significative della musica italiana dando prestigio e onore ad un Paese che, ultimamente, sembra aver perso entrambe queste caratteristiche.