Muss es sein es muss sein – Anna Maria Castelli


Ho incontrato i testi di Léo Ferré molti anni fa ma soltanto nel 2000 ho avuto modo di conoscerlo “davvero”. E’ stato un avvicinamento lento e, forse, attraverso una delle opere più belle siano mai state scritte nell’ormai secolo scorso, l’Opéra du Pauvre.  Un’opera straordinaria composta per 13 personaggi, cantanti e recitanti (che, per sua espressa volontà, dovevano essere interpretati da un’unica voce), coro e orchestra. Ma di quest’opera straordinaria avrò modo di parlarne qualche “post” più avanti.

L’importanza che Léo ha avuto nella mia vita artistica è enorme e diffondere solo un’infinitesima parte della sua incredibile e vasta scrittura poetica e musicale è per me un dovere ancora prima che un piacere. Lui mi ha dato la chiave per scoprire cosa significhi veramente essere un’interprete: mettersi a completa disposizione del testo, diventare parola, farsi suono, lasciarsi attraversare da tutte quelle sillabe e da tutti i significati posti in ogni respiro per poter restituire all’ascoltatore il “sentire” dell’autore nel momento della sua composizione. Niente di razionale, niente di intellettuale: emozione, emozione pura. Solo dopo, quando la parola ha trovato la collocazione dentro l’animo di chi ha ascoltato e l’ha ricevuta, solo allora arriva il significato. Ma ormai è già tardi…ormai tutto il tuo essere ha già capito.

Mi piacerebbe quindi  farvi conoscere Ferré non attraverso una sua canzone ma attraverso un testo fantastico da lui stesso tradotto durante la sua lunga permanenza in Italia: Muss es Sein es muss sein. Una bella riflessione poetica sulla musica…

Vi lascio con queste bellissime parole scritte da lui ma con la promessa, per chi ne avrà voglia, di portarvi nel suo mondo intensamente poetico, filosofico e straordinariamente musicale.

A presto, amici cari

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