Anna Maria Castelli allo Stadttheater di Bolzano il 3 dicembre 2013 –


 

 

 

 

theater-aussen-fotooskardariz

 

 

saal-hinten-tiri-fotooskardariz

 

 

Martedi 3 dicembre, alle ore 21:00, allo Stadttheater di Bolzano all’interno del cartellone “La musa leggera”, Anna Maria Castelli presenterà Hop…la leggerezza, un concerto che è anche un viaggio di memoria e di poesia lungo le illusioni, le speranze, l’ironia, i sorrisi, le emozioni dolciamare dell’Italia del dopoguerra riflesse dalle canzoni indimenticabili di Lucio Battisti, Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla, Bruno Lauzi, Enzo Jannacci, Paolo Conte, Sergio Endrigo, Gipo Farassino, Ivano Fossati e naturalmente Giorgio Gaber (a dieci anni dalla scomparsa).

 E proprio Gaber dà il titolo (Hop…la leggerezza) a questo spettacolo di alta caratura, modellato in parole e musica lungo un percorso teatrale tra microcosmi della Leggerezza.

 Anna Maria Castelli, protagonista di splendidi progetti (dalla canzone francese al Jazz, al Tango argentino, interprete straordinaria di Léo Ferré, collaboratrice del Premio Oscar Luis Bacalov) disegna, racconta e canta un itinerario delizioso – storico e attualissimo – con tre strumentisti di valore assoluto: Marco Cremaschini al pianoforte e Thomas Sinigaglia alla fisarmonica, già suoi compagni nella bellissima produzione discografica edita da Maremosso, “Se io ho perso…chi ha vinto?”, ai quali si aggiunge la sensibilità e l’eleganza musicale di Giulio D’Agnello, impegnato alla chitarra e al cajon.

 

Annunci

Anna Maria Castelli canta Com’è profondo il mare


Adesso che è passato qualche giorno mi piace postare questa bellissima canzone di Lucio Dalla, lontano da tutti i riflettori

http://www.annamariacastelli.org

annamariacastelli.wordpress.com

Un giorno in arancione – Teatro Il Rossetti di Trieste – Anna Maria Castelli


Un giorno in arancione, un delicato e appassionato songspiel di Gianni Gori, musicologo di tutto rispetto e uomo di grande cultura e ironia che, un giorno, ha deciso di scrivere queste pagine dedicate ad un uomo che, giunto quasi alla fine del suo cammino, usando la metafora della montagna, affronta le riflessioni sulla sua vita. Questo ruolo fu sapientemente affidato alla straordinaria voce di Mario Valdemarin (noto, notissimo volto dei fotoromanzi… per chi se li ricorda ancora, ma anche per i suoi numerosi ruoli in oltre 30 anni di cinema italiano) mentre l’eco del ricordo fu affidata alla mia voce. La regia di Luciano Pasini in una produzione del Teatro Il Rossetti di Trieste.

Un breve passaggio di un’altra tappa significativa della mia vita artistica. Grazie a tutti coloro che hanno condiviso quella grande esperienza, rimasta ancora così viva in tutti noi.