Nuovi appuntamenti “Ospita la cultura©” a Firenze


Lituania natale

Ecco il calendario dei prossimi incontri che, viste le festività, si “accavallano” un po’ ma…l’importante è stare insieme 🙂

18 dicembre – ore 18.00

Limonaia di Villa Strozzi, Firenze

“Quest’anno lo chiameremo Noël”

Gli auguri del Quartiere4 con un occhio particolare agli eventi che hanno caratterizzato il 2015

Introduzione Abner Rossi

Anna Maria Castelli, voce

Adriàn Fioramonti, chitarra

Vittorio Fioramonti, contrabbasso

Ingresso libero

19 dicembre – ore 18.00

…a casa di Laura

(Via Ximenes, zona Poggio Imperiale)

In quella che fu la casa di Margherita Hack una serata di tango con Anna Maria Castelli e Adriàn Fioramonti sperando che le struggenti note di questi due interpreti la raggiungano fra le stelle!

Tango quindi con qualche piccolo cameo natalizio e, come sempre, il brindisi finale con stuzzichini

Posti disponibili: 20

20 dicembre – ore 17.00

…a casa di Delphine

(Via del Casone, zona Piazza Tasso)

Inserita nel bellissimo complesso monastico in Piazza San Francesco di Paola, vicino Porta Romana, Suoni d’Irlanda tornerà in scena con l’arpa celtica di Stefano Corsi e la voce di Anna Maria Castelli

L’immancabile brindisi finale e sgranocchini

Posti disponibili: 20

E per portare via tutte le feste….

6 gennaio 2016 – ore 17.00

…a casa di Mariastella

(Via dei Fossi)

Stavolta un ospite decisamente “intrigante”: l’Accademia Europea della Voce

Ancora una volta, a grande richiesta, l’intenso Suoni d’Irlanda per salutare con le sue melodie e suggestioni l’arrivo del nuovo anno

Brindisi e gnam-gnam

Posti disponibili: 30

Per informazioni e prenotazioni

ospitalacultura@gmail.com

Mob. 347 3621127

 

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Assassination tango con Anna Maria Castelli, Sergio Staino, Adriàn Fioramonti


Anna Maria e Adrian normale

 

 

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giovedi 4 settembre, ore 21,30

all’interno della Limonaia Parco Villa Strozzi

Firenze, Via Pisana 77

La dissidenza all’inizio del terzo millennio Festival

ASSASSINATION TANGO

 

UN RECITAL-CONCERTO DISSACRANTE SUI “LUOGHI COMUNI” DEL TANGO

“Diceva Paolo Conte (quando ancora non era famoso e tentava di infilare qualche frase tra un brano e l’altro dei suoi concerti): “così come la lucertola è il riassunto del coccodrillo, il tango è il riassunto di una intera vita”. Un detto che gira in Sud America e che forse non piace ai maschi argentini aggiunge: “il sogno di ogni marito argentino è che la moglie gli faccia le corna, così da cantare un tango come si deve”. Passioni sempre al limite delle tragedie, delusioni che nessun analista potrà mai curare, tradimenti perversi, uomini puri e donne malvagie, morti premature, coltelli, ma poi anche felicità surreali, stelle che guardano gelose, fontanelle che cantano, aurore meravigliose e nostalgiche campane del paese natio. Tutto l’armamentario del tritume letterario più banale ed ovvio viene raccolto, manipolato, esagerato e rimontato in genere sotto forma di capolavoro poetico e musicale. Questo per me è il tango. Quanto di più lontano dal politically correct, un sottile filo rosso borderline, provocatore, ribelle e dissenziente da ogni regola. Ecco la “dissidenza” del tango: sempre lì, pronto a cadere nel più odioso cattivo gusto dove invece non cade mai (o quasi). Arriva al limite, ti dà un grande brivido e quando sembra di cadere invece vola. Un po’ come ci succede con Puccini: nel momento in cui la romanza vira verso il luogo comune, sdolcinandosi in un terribile “un po’ per celia”, ecco che ti piazza, altissimo e imprevedibile, la zampata geniale del “E un po’ per non morire” con l’acuto straziante che ci conquista. Questo mi piacerebbe raccontare, dall’eccessiva ed irreale gioia de “El dia que me quieras” alla profonda e totale invettiva del “Cambalache”.

                                                                                                                                                           Sergio Staino