Anna Maria Castelli canta Com’è profondo il mare


Adesso che è passato qualche giorno mi piace postare questa bellissima canzone di Lucio Dalla, lontano da tutti i riflettori

http://www.annamariacastelli.org

annamariacastelli.wordpress.com

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Todo cambia – Anna Maria Castelli


Maggio, Roma, 2011, Teatro dei Comici. Il nostro bis (omaggio alla grande Mercedes Sosa ma anche al nostro bisogno di cambiamento di quei momenti 🙂 )  alla fine dello spettacolo di Teatro canzone “Se io ho perso… chi ha vinto?” a firma Rossi – Berlinguer.

Anna Maria Castelli interpreta “Via con me”


Un video che, forse, ho trascurato ma che stasera, colta un po’ da nostalgia, ho deciso di “caricare” su youtube per mostrarvelo.

Entrate in questo amore buio…pieno di musiche!

Un caro saluto a tutti e una buona domenica.

Un giorno in arancione – Teatro Il Rossetti di Trieste – Anna Maria Castelli


Un giorno in arancione, un delicato e appassionato songspiel di Gianni Gori, musicologo di tutto rispetto e uomo di grande cultura e ironia che, un giorno, ha deciso di scrivere queste pagine dedicate ad un uomo che, giunto quasi alla fine del suo cammino, usando la metafora della montagna, affronta le riflessioni sulla sua vita. Questo ruolo fu sapientemente affidato alla straordinaria voce di Mario Valdemarin (noto, notissimo volto dei fotoromanzi… per chi se li ricorda ancora, ma anche per i suoi numerosi ruoli in oltre 30 anni di cinema italiano) mentre l’eco del ricordo fu affidata alla mia voce. La regia di Luciano Pasini in una produzione del Teatro Il Rossetti di Trieste.

Un breve passaggio di un’altra tappa significativa della mia vita artistica. Grazie a tutti coloro che hanno condiviso quella grande esperienza, rimasta ancora così viva in tutti noi.

 

Avec le temps – Col tempo sai (Léo Ferré) Anna Maria Castelli


Quando voglio presentare Léo a qualcuno accenno sempre l’aria di “Avec le temps”,  una delle pochissime che aiutano a “riconoscere” Ferré. Io amo questa canzone, sia in francese che in italiano e quando l’ho cantata al Festival Giorgio Gaber (da cui è stato ripreso questo video) l’ho iniziata in francese e poi, non so perchè, istintivamente l’ho cantata in italiano… forse perché trovo straordinariamente poetico questo testo e volevo che il pubblico entrasse, anche solo per qualche momento, nel mondo di Léo.

… un altro piccolo frammento del tuo mondo. Tchao Léo!

Le tango Nicaragua et Les anarchistes – Anna Maria Castelli


Dopo Muss es sein es muss sein altri due brani di Léo: Le tango Nicaragua e Les anarchistes. Sono due brani molto rappresentativi di questo grandissimo autore e, spero, vi aiuteranno ad entrare un po’ di più nel suo universo. Registrato sempre in occasione della prima edizione del Festival Teatro Canzone Giorgio Gaber alla cittadella del Carnevale di Viareggio nel luglio 2004. Buona serata a tutti voi

Muss es sein es muss sein – Anna Maria Castelli


Ho incontrato i testi di Léo Ferré molti anni fa ma soltanto nel 2000 ho avuto modo di conoscerlo “davvero”. E’ stato un avvicinamento lento e, forse, attraverso una delle opere più belle siano mai state scritte nell’ormai secolo scorso, l’Opéra du Pauvre.  Un’opera straordinaria composta per 13 personaggi, cantanti e recitanti (che, per sua espressa volontà, dovevano essere interpretati da un’unica voce), coro e orchestra. Ma di quest’opera straordinaria avrò modo di parlarne qualche “post” più avanti.

L’importanza che Léo ha avuto nella mia vita artistica è enorme e diffondere solo un’infinitesima parte della sua incredibile e vasta scrittura poetica e musicale è per me un dovere ancora prima che un piacere. Lui mi ha dato la chiave per scoprire cosa significhi veramente essere un’interprete: mettersi a completa disposizione del testo, diventare parola, farsi suono, lasciarsi attraversare da tutte quelle sillabe e da tutti i significati posti in ogni respiro per poter restituire all’ascoltatore il “sentire” dell’autore nel momento della sua composizione. Niente di razionale, niente di intellettuale: emozione, emozione pura. Solo dopo, quando la parola ha trovato la collocazione dentro l’animo di chi ha ascoltato e l’ha ricevuta, solo allora arriva il significato. Ma ormai è già tardi…ormai tutto il tuo essere ha già capito.

Mi piacerebbe quindi  farvi conoscere Ferré non attraverso una sua canzone ma attraverso un testo fantastico da lui stesso tradotto durante la sua lunga permanenza in Italia: Muss es Sein es muss sein. Una bella riflessione poetica sulla musica…

Vi lascio con queste bellissime parole scritte da lui ma con la promessa, per chi ne avrà voglia, di portarvi nel suo mondo intensamente poetico, filosofico e straordinariamente musicale.

A presto, amici cari

Il bacio sulla bocca – Anna Maria Castelli


L’altro giorno ho postato questo bellissimo brano con una dedica: a tutte le donne ma anche a tutti quegli uomini che hanno voglia di vederci semplicemente per quello che siamo…Purtroppo però pare fosse impossibile vederla e allora, visto che ci tengo, ci riprovo 🙂

Il brano è estratto dallo spettacolo “Se io ho perso…chi ha vinto?”, spettacolo di teatro canzone originale a firma Rossi-Berlinguer

La minoranza – Video & note


La minoranza di A.Hellmann e Michele Amadori – Estratto dallo spettacolo originale di teatro-canzone “Se io ho perso…chi ha vinto?” a firma Abner Rossi -Mario Berlinguer – Teatro dei Comici, Roma, Maggio 2011

Anna Maria Castelli – voce

Marco Cremaschini – pianoforte/tastiere

Thomas Sinigaglia – fisarmonica

Testo de “La minoranza”

La minoranza

gode la sua fertile stagione di abbondanza

siede in una comoda e stordita sonnolenza

crede fermamente nella propria sussistenza

spiega le sue ali tra i confini di una stanza

La minoranza

porta nelle vene il seme dell’appartenenza

sta al balcone di una rispettabile apparenza

cura il bel giardino della propria convenienza

naviga nel mare calmo dell’indifferenza

La minoranza

vive sul confine della pubblica decenza

ha la pancia piena di caviale e di arroganza

sa perfettamente mantenere la distanza

fa beneficenza di una briciola, se avanza

se avanza…

La minoranza

guarda il mondo intorno con sospetto e diffidenza

chiude tutti gli altri fuori dalla sua coscienza

mostra le sue stimmate e ruba con prudenza

non è perseguibile di fronte all’evidenza

La minoranza ………

Obbliga il pianeta a un esercizio di pazienza

ama il dire e il fare ma non sa la differenza

la impressiona il sangue, non sopporta la violenza

coglie a piene mani i suoi gettoni di presenza

si trasmette senza interruzione o interferenza

cala giù dall’alto come un atto di clemenza

milita al servizio di un’oscura provvidenza

è depositaria di millenni di ignoranza

La minoranza

vive sul confine della pubblica decenza

ha la pancia piena di caviale e di arroganza

sa perfettamente mantenere la distanza

fa beneficenza di una briciola, se avanza

la minoranza….